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Visita la Torre di Mariano II, ammira Oristano dall’alto

La piccola porta in legno si apre su una stretta scala a chiocciola. Pochi gradini per arrivare al primo piano dell’imponente Torre di Mariano II, edificata nel 1290 dal Giudice dell’Arborea, da cui prende il nome, ma è nota anche come Torre di San Cristoforo o Porta Ponti. 

La Torre sorge nella centralissima Pizza Roma, e rappresenta uno dei monumenti più importanti della città. Si tratta infatti dell’unica torre rimasta tra le ventotto che componevano la cinta muraria sette secoli fa. Per godere del panorama è necessario salire fino al terzo piano attraverso delle solide e grandi scale in legno. Qui, tra i merli guelfi della Torre è possibile volgere lo sguardo fino al mare del Sinis o ai monti. Una vista a 360 gradi lungo i confini di quella che un tempo era la capitale del Giudicato di Arborea e che oggi ospita un grazioso centro storico di palazzi storici, colorati e curati. 

Proprio qui, all’ultimo piano, è issata una campana in bronzo, decorata finemente, che risale al 1430. 

Instagram @Giuseppe Petretto

In passato, il monumento ha avuto sia una funzione difensiva che una funzione d’accesso alla città. Era dotato di ponte levatoio e ai lati sorgevano le antiche mura, lo si può notare ancora oggi, dall’esterno si notano facilmente i solchi in cui prima poggiavano le mura difensive. 

Le informazioni necessarie per visitare la Torre di Mariano II puoi trovarle sul sito ufficiale dei musei cittadini: www.museioristano.it

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Bandiere Blu, qualità, accessibilità e servizi sui litorali in Sardegna

Nel 2021 in 14 spiagge e 10 porti della Sardegna sventolano le Bandiere Blu. Strutture alberghiere, servizi d’utilità pubblica sanitaria, informazioni turistiche, segnaletica aggiornata, educazione ambientale, qualità delle acque, spiagge accessibili anche alle persone portatrici di disabilità: sono alcuni dei 32 criteri che devono soddisfare le località che ogni anno vengono insignite della Bandiera Blu della Fee. 

Il premio è assegnato da una Giuria nazionale di cui fanno parte i ministeri della Transizione ecologica, delle Politiche agricole e del Turismo. 

Quali sono le spiagge premiate nell’isola nel 2021? Quartu Sant’Elena, Bari Sardo, Tortolì, Torre Grande, Badesi, Aglientu, Palau, Castelsardo, La Maddalena, Santa Teresa Gallura, Trinità d’Agultu, Vignola.

Tra i porti turistici, i premi per le scelte di sostenibilità intrapres,  la qualità e la quantità dei servizi erogati nella piena compatibilità ambientale, vanno a Cala Gavetta a La Maddalena, al Porto turistico comunale di Palau, al Porto di Santa Teresa Gallura, alla Marina dell’Orso di Poltu Quatu (Arzachena), al Porto Cervo Marina (Arzachena), alla Marina di Porto Rotondo (Olbia), alla Marina di Portisco (Olbia), al Porto Turistico di Castelsardo, alla Marina di Baunei e Santa Maria Navarrese insieme alla Marina di Capitana a Quartu. 

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Foto Instagram – Spiaggia di Vignola @ zizzone88

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Is Arutas, Maimoni, Mari Ermi, le tre sorelle di quarzo

Lungo la costa occidentale della Sardegna centrale, nel territorio di Cabras, si possono trascorrere giornate in cui i colori prevalenti che vi circonderanno saranno l’azzurro ed il blu del mare, il bianco della sabbia di quarzo e il dorato dei campi che circondano tre spiagge incantate nel Sinis. Mete ideali se si vuol staccare dalla routine fatta di troppa tecnologia, troppa città e se si vuol vivere il mare così come madre natura lo ha creato, in cui gli unici servizi essenziali sono svolti dalla presenza di due chioschi bar per spiaggia. 

Si tratta di mete ambite per i frequentatori della costa oristanese, imperdibili tappe per poter ammirare i chicchi di quarzo, ci si può divertire a guardare da vicino quanti colori si nascondano in mezzo a tutto quel bianco, o per praticare lo snorkeling: potreste trovarvi a tu per tu con pesciolini che saltano fuori da immense praterie di posidonia, qualche razza, polpi, murene. E’ bene ricordare sempre che vi troverete all’interno dell’Area Marina Protetta Sinis Mal di Ventre, gli animali e la natura circostante sono tutelati da rigide regole, non improvvisatevi pescatori dell’ultimo minuto o non pensate di mettere in borsa un po’ di sabbia: soprattutto quest’ultima pratica è vietata e sanzionata.

Cosa distingue Is Arutas da Maimoni e Mari Ermi? Il litorale di Is Arutas è composto da spiagge relativamente ampie, frastagliate da rocce e piccoli promontori di arenaria, ciascuna di queste spiagge può prendere nomi diversi: S’Archeddu e sa canna, Su Crastu Biancu, Su Bardoni, solo per citarne alcune. I litorali di Maimoni e Mari Ermi sono più estesi, la presenza delle rocce è meno presente ma sia le spiagge che i fondali sono simili a quello di Is Arutas. 

A fine giornata il sole si tuffa a picco nel mare, i tramonti nel Sinis sono sempre diversi, e quasi sempre si può ammirare il profilo dell’Isola di Malu Entu (isola del cattivo vento), in italiano erroneamente chiamata “Isola di Mal di Ventre”.

La macchia mediterranea mista alla salsedine regala una piacevole fragranza che mai dimenticherete, nel mese di agosto non sarà difficile ammirare i gigli spuntare dalla sabbia, nascono spontanei e sono protetti. Come non sarà difficile trovare le spiagge ricoperte di posidonia. Non storcete il naso, la posidonia indica l’ottimo stato di salute del mare, il suo spiaggiamento è frequente in seguito alle mareggiate, e abbiamo chiesto ad una biologa marina di spiegarci i motivi per cui la posidonia è fondamentale per la vita del mare, qui l’articolo. 

I parcheggi nel Sinis sono a pagamento, per raggiungere le spiagge ci sono comode passelle, nel 2020 i litorali furono dotati di sedie job per garantire anche alle persone con disabilità di godere di lunghe giornate al mare con praticità.

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Spiaggia del Lazzaretto

Torre del Lazzaretto, la cala dal fascino seicentesco ad Alghero

Chi attraversa la Sardegna durante le vacanze estive si sarà certamente reso conto che è molto frequente poter sostare in spiagge con radici legate alla storia e alla cultura. Accade questo ad Alghero, quando si nuota nelle acque antistanti la Torre del Lazzaretto. La torre fu fortificata nel 1580 per l’uso di tre cannoniere con l’intento di proteggere la costa dalle incursioni barbaresche, il diametro misura 19 metri e fu realizzata utilizzando la pietra calcarea presente nella zona. 

Nel 1999, la Torre del Lazzaretto fu la grande protagonista dello spot Barilla “Un mare d’amore”. Inoltre, dagli algheresi e dai sassaresi la località viene indicata con il nome di “Cala dell’Olandese”.  Oggi la Torre del Lazzaretto, da cui prende il nome la spiaggia è diventata meta di numerosi turisti. Le due spiagge a ridosso della fortificazione sono piuttosto piccole, circondate dalla macchia mediterranea, ricoperte di sabbia dorata e qualche scoglio. Il fondale è basso e adatto agli amanti dello snorkeling, talvolta basta avere in borsa un paio di occhialini per poter godere delle acque turchesi, della semplice bellezza di questi luoghi e dei suoi abitanti. 

Foto Instagram: @ Pedalando in Sardegna

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Nuraghe Lugherras - Paulilatino

Nuraghe Lugherras, il gioiello delle lucerne nel Montiferru

Percorrendo una stradina sterrata tra i muretti a secco e la vegetazione di ulivi rigogliosi e forti querce, distese verdi in primavera, dorate in estate, campi in cui pascolano liberi cavalli e asini, si arriva ad ammirare un gioiello che la natura ha custodito per millenni, lo ha protetto portandolo fino a noi. Accedere al nuraghe Lugherras è un momento ricco di magia, come entrare nella camera in cui si può ammirare il tholos, una falsa cupola, interamente conservata. Ai lati anche due ampie nicchie e una scala. 

Edificato nel Bronzo recente (XIV-XII secolo a.C.), il nuraghe Lugherras arrivò ad avere fino a otto torri nel corso della sua storia. Lugherras, è questo il nome di uno dei 110 nuraghi che si contano nel territorio di Paulilatino, nell’alto oristanese. Lugherras ovvero lucerne, come le migliaia di oggetti che vennero trovati all’interno del nuraghe scavato per la prima volta nel 1906 mentre le indagini più recenti risalgono al 2006 e al 2012.Parte del nuraghe si trova ancora sotto una fitta coltre di vegetazione. I ritrovamenti delle lucerne vennero fatti all’interno della torre principale e qui fu rinvenuto un santuario dedicato a Demetra e Kore, dee della fecondità. Traccia religiosa che conferma il riutilizzo del nuraghe in epoca punico-romana.

Al nuraghe Lugherras si arriva percorrendo la strada provinciale 11 in direzione di Bonarcado, il sito si trova a 6 km dal paese di Paulilatino ed è segnalato da piccoli cartelli a bordo strada, a ridosso delle strade sterrate che portano al nuraghe. 

Monte Arci, comune di Palmas Arborea

Il Monte Arci, a passeggio tra i boschi dell’antico vulcano

Un bosco, un immenso grande bosco in cui poter godere dei colori delle stagioni, un grande monte che accoglie chiunque arrivi alle sue pendici e decide di scoprirlo, immaginandone l’immensità, passo dopo passo. 

Il Monte Arci è uno dei più importanti in Sardegna, sui suoi versanti sorgono diversi paesi o frazioni di ben undici centri della provincia di Oristano: Ales, Masullas, Marrubiu, Morgongiori, Pau, Palmas Arborea, Santa Giusta, Siris, Usellus, Villaverde, Villaurbana. In tutti questi paesi c’è una strada che porta verso il verde rigoglioso e spontaneo del Parco Regionale che si estende per 270 chilometri quadrati. I sentieri che si possono percorrere sul Monte Arci sono numerosi e per tutti. Sul sito “parcomontearci.it” è possibile scegliere il percorso più adatto.  

 Durante le passeggiate in mezzo a questa natura incontaminata ci si può imbattere in querce secolari, tanto grandi che si fa fatica ad immaginare quanti anni possano avere. E poi i ruscelli che scorrono accanto a praterie di ciclamini rosa e a flora tipica del Mediterraneo, una vera e propria pace per i sensi. I grandi tavoli di pietra sono stati realizzati diversi decenni fa e sono ad uso pubblico, ricordando il rispetto e la pulizia dell’ambiente.  

Non è difficile incontrare distese di ossidiana, l’antica pietra nera di origine vulcanica (nel paese di Pau si può visitare anche un museo interamente dedicato all’ossidiana). Il ritrovamento di utensili in ossidiana, in particolare frecce da caccia, è la testimonianza della presenza degli abitanti sul Monte Arci in epoca preistorica. I punti di interesse sono diversi ed imperdibili: “Sa Trebina Longa”, un torrione basaltico a tronco conico si erge per 30 metri sull’altopiano a 812 m.s.l.m., nel territorio di Morgongiori. I percorsi del Monte Arci sono praticabili a piedi per lunghe passeggiate o trekking, in mountain bike, e molti sentieri portano a sorgenti di acqua fresca o panorami mozzafiato da cui si può ammirare tutto il Golfo di Oristano.

San Giovanni di Sinis - stm mimmoandrone

San Giovanni di Sinis, un tuffo tra natura e archeologia

Un forte lembo di terra protegge il versante nord del Golfo di Oristano, è San Giovanni di Sinis, nel comune di Cabras. E’ un luogo in cui le tonalità dell’azzurro del mare si mescolano con il verde della macchia mediterranea e l’oro della sabbia finissima e dei ruderi di arenaria degli antichi edifici della antica città di Tharros che fu un porto sicuro per i commerci nel Mediterraneo.  
San Giovanni di Sinis è soprattutto un gioiello che conserva millenni di storia e archeologia e che custodisce ancora tanti segreti che nessuno ha ancora scoperto.  Il primo incontro che si fa, è con la suggestiva chiesa paleocristiana in arenaria edificata nel VI Secolo.

Dal punto di vista naturale, gli arenili di San Giovanni di Sinis sono tutti diversi tra loro per estensione: alla spiaggia nota come “degli Scalini”, si accede attraverso due percorsi in legno posizionati su una parete di roccia. La spiaggia può essere stretta o più spaziosa, a seconda delle mareggiate e il fondale è caratterizzato dalla presenza delle secche. “Lo Spiaggione”, il nome parla da sé, è una spiaggia molto ampia, spaziosa e qui il distanziamento è garantito. Una lunga passeggiata sulla riva vi porterà ad ammirare la grande Torre dal basso. 

Il promontorio su cui svetta la Torre di San Giovanni, posizionata a 50 metri sopra il livello del mare, fu costruita durante il periodo di dominazione spagnola a cui la Sardegna dovette sottostare tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, in alcuni periodi dell’anno può essere visitabile. Da lassù si gode di un ottimo panorama su tutto il Golfo di Oristano e dall’altro lato si può ammirare l’immensità del Mar di Sardegna, immaginando che a poche centinaia di chilometri si possano incontrare le coste dell’isola spagnola di Maiorca. Sempre dall’alto, è possibile notare l’ampia struttura della città fenicio punica di Tharros, l’area archeologica in cui si può accedere durante tutto l’anno. È qui che troviamo altre spiagge, un istmo separa il mare aperto dal mare più calmo del Golfo. 

La nostra passeggiata lungo la stradina sterrata, accessibile solo ai mezzi autorizzati, può prendere due strade: a destra si procede verso il faro ed un altro immenso promontorio, quello di Capo San Marco; a sinistra si procede passando accanto a poche ville private costruite nella seconda metà del secolo scorso, fino ad arrivare alla piccola spiaggia de “La Caletta”, meta ambita dai marinai oristanesi per trascorrere qualche ora di relax a bordo della propria imbarcazione in un luogo riparato dal vento. Qui, non è difficile incontrare qualche volpe ed altri splendidi abitanti della macchia mediterranea, che, ricordiamolo, non devono essere avvicinati. Tutta l’area di San Giovanni di Sinis ricade all’interno dell’Area Marina Protetta Sinis Mal di Ventre e pertanto, le regole sul rispetto e la tutela dell’ambiente sono molto rigorose. 

Credits foto: IG @mimmoandrone

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“Su portu de su Trigu”, la spiaggia che fu circondata dall’oro

Il Sud Sardegna è un luogo da scoprire, le sue calette nascoste sembrano essere dei mondi in cui il tempo scorre a rilento.  La spiaggia di Su Portu de su Trigu (il Porto del Grano), prende il nome dall’attività agricola votata alla coltivazione del grano che fioriva nei decenni scorsi nell’entroterra della zona del comune di Sant’Anna Arresi, nel Sulcis.

L’arenile si estende per circa 80 metri di lunghezza, e non sempre si è certi di poter trovare la spiaggia. Avete letto bene: infatti, in seguito al lavoro delle mareggiate, talvolta la spiaggia scompare e restano le rocce di arenaria. Ma quando la sabbia resta depositata in grande quantità, è bianca e fatta di ciottoli di tutti i tipi. Ricordate che la sabbia è protetta, è un bene di tutti che non si può portare a casa. 

Il colore del mare varia dall’azzurro al verde, il fondale è adatto per praticare lo snorkeling perciò non dimenticate le pinne, la maschera o un paio di occhialini. Il fondale è a trarti roccioso ed in alcuni punti può risultare profondo. Le praterie di posidonia sono la casa di tanti animali marini, sentitevi ospiti. Durante una nuotata potrete scorgere l’Isola di Sant’Antioco. 

Nella zona circostante, tra la macchia mediterranea domina una pineta a Pino d’Aleppo in cui si può trovare ristoro dalle giornate più calde. 

Credits foto: IG @_dariuus_

Metti una sera sotto le stelle in Sardegna

Basta poco per ammirare le stelle in qualsiasi stagione: in Sardegna è facile, soprattutto grazie allo scarso inquinamento luminoso. E’ sufficiente uscire un po’ dai centri più grandi o spostarsi dalle vie illuminate dei paesi per poter godere di uno spettacolo gratuito, naturale, infinito. 

Lasciarsi meravigliare. Perdersi tra quei puntini che emettono luce da centinaia di migliaia di anni e distanti chissà quanti anni luce è una delle esperienze che più affascinano l’essere umano da sempre. Cercare ad occhio nudo le costellazioni, unire le stelle, creare figure ma anche scorgere i satelliti come gli Starlink di Elon Musk o la Stazione Spaziale Internazionale non è difficile, è sufficiente il meteo a favore. 

Gli uomini, sia nel nostro tempo sia dapprincipio, hanno preso dalla meraviglia lo spunto per filosofare, poiché dapprincipio essi stupivano dei fenomeni che erano a portata di mano e di cui essi non sapevano rendersi conto, e in un secondo momento, a poco a poco, procedendo in questo stesso modo, si trovarono di fronte a maggiori difficoltà, quali le affezioni della luna e del sole e delle stelle e l’origine dell’universo. [Aristotele, Metafisica, I, 2, 982b12-15]

La bella stagione. L’estate in particolare è la stagione in cui è più pratico stare all’aria aperta fino a tarda sera o per tutta la notte: è sufficiente trovare una spiaggia o un’area montana libera dalle fronde degli alberi per poter ammirare la via lattea che si estende sulla nostra testa, visibile con facilità ad occhio nudo. Giove e Saturno sono i protagonisti dell’estate insieme alle costellazioni dello Scorpione, del Sagittario senza scordare la splendida figura del Carro dell’Orsa maggiore e minore, costellazioni, queste che troviamo anche nelle altre stagioni. Se si è dotati di un telescopio, la serata diventa memorabile al chiaro di Luna. 

Le vacanze in spiaggia quindi, possono arricchirsi grazie ad un’esperienza indimenticabile, che si vorrà ripetere quanto prima, potrete dire di aver praticato astroturismo!

 

Esplorare l’Universo da una prospettiva storica. I nuraghi sono un altro ottimo luogo da cui poter fare un vero e proprio viaggio nello Spazio. Di recente hanno preso piede gli appuntamenti organizzati dalle diverse associazioni sarde dedicate all’osservazione astronomica in concerto con le associazioni culturali che si occupano della gestione dei siti nuragici. Durante queste serate degli astrofisici molto preparati spiegano i segreti dell’Universo, con i puntatori laser indicano le costellazioni e le singole stelle, ne illustrano le caratteristiche con cenni alla mitologia e alla tradizione contadina. Le iniziative prevedono un piccolo prezzo del biglietto, solitamente cominciano al tramonto e in alcuni casi possono terminare con la visita notturna al sito, esperienza suggestiva a cui non si può rinunciare.

Cosa portare, cosa può servire. Abbigliamento e scarpe comode sono certamente una prerogativa per chi intende vivere una serata immerso nella natura. Può essere utile un telo su cui sdraiarsi per poter ammirare la volta celeste con il naso all’insù, delle felpe nel caso in cui la temperatura dovesse scendere di qualche grado, del cibo, delle torce. Ciò che non si può assolutamente dimenticare a casa è una buona macchina fotografica oppure un telefono con una buona fotocamera. Le immagini che trovate all’interno di questo articolo sono state scattate con un Huawei P20 Pro.

Cieli sereni!

Instagram @@laurettinac

11 Aprile, celebriamo il mare!

E’ al mare che molti di noi si rivolgono quando cercano una risposta che non si trova. E sempre quei molti di noi hanno i ricordi più belli legati proprio alle giornate trascorse davanti alle onde, immersi nell’acqua salata, con la sabbia sotto i piedi ed il sole a scaldare la pelle. 

Noi, molti di noi, tutti, abbiamo una sola occasione per proteggere il nostro tesoro blu: lo dobbiamo preservare dall’inquinamento, abbiamo il dovere tutelare le biodiversità dell’ecosistema marino. Dobbiamo tutelare il mare dal nostro vivere poco ecosostenibile, dobbiamo capire che è fonte di vita e che può essere anche una risorsa preziosa se ne attingiamo in modo logico, se lo gestiamo in maniera efficace. 

In Italia l’11 aprile si celebra la Giornata Nazionale del Mare, istituita con decreto legislativo 229/2017. Si tratta di un momento in cui si intende valorizzare il mare come risorsa culturale, scientifica, ricreativa ed economica. La data italiana è anche l’occasione per sensibilizzare i più giovani nei confronti di queste tematiche e nel rispetto dell’ambiente marino e dei suoi abitanti. 

In quanto isola, la Sardegna gode della meraviglia blu, il legame che tutti gli isolani del mondo hanno con il mare è di tipo viscerale, intimo, di una potenza straordinaria. Sensazioni quasi impossibili da spiegare a chi il mare non lo vive appieno. Nei confronti del mare si vive quasi in religioso rispetto. La sua importanza è sempre stata strategica per le civiltà del passato e lo è anche per i popoli di oggi. 

Dal punto di vista ambientale, intorno al mare ruotano molte leggi e norme volte alla sua protezione, ma non sempre è facile farle rispettare. La creazione delle Aree Marine Protette ha reso più sensibili i cittadini che hanno potuto godere maggiormente di zone costiere quasi incontaminate. 

In Italia sono 27 le aree marine protette, 2 i parchi sommersi per un totale di 228.800 ettari di mare e 700.000 km di costa. In Sardegna le AMP sono cinque, la superficie ricoperta da queste zone preziose supera i 133 mila ettari: 

  • Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre.
  • Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo.
  • Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana.
  • Area Marina Protetta Capo Carbonara.
  • Area Marina Protetta Isola dell’Asinara.

Ci sono poi, dei luoghi incantati che non fanno parte delle AMP ma sono comunque molto tutelati sia da parte delle amministrazioni locali che dai cittadini stessi. Luoghi, quelli in elenco, che non si possono perdere durante una vacanza, seppur breve nel cuore del Mediterraneo.  

L’Italia, insieme al Regno Unito, Germania, Francia e Spagna è uno dei Paesi che contribuisce maggiormente alla vitalità dell’Economia Blu dell’UE. Se saremo in grado di tutelare l’ecosistema marino, potremo beneficiarne tutti e sempre. Solo per fornire alcuni dati: dal Rapporto Ioc-Unesco 2021 è emerso che è necessario che ciascun Paese adotti una gestione 100% sostenibile delle proprie acque nazionali entro il 2025 con azioni combinate (dallo sviluppo di energia rinnovabile basata sull’oceano allo stoccaggio del carbonio nei fondali marini) che potrebbero ridurre il divario delle emissioni fino al 21% su una riduzione di 1,5 °C e fino al 25% su una riduzione di 2 gradi centigradi.